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POESIE


 IL PORTO SEPOLTO   

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde.
Di questa poesia 
mi resta
quel nulla
d' inesauribile segreto.
	(Mariano il 29 giugno 1916)

VEGLIA

Una intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore.
Non sono mai stato
tanto 
attaccato alla vita.
	(Cima Quattro il 23 dicembre 1915)

S. 	MARTINO DEL CARSO

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrisponderanno
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato.




I FIUMI

Mi tengo a quest' albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
in un'urna di acqua
e come una reliquia
ho riposato

L'Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso

Ho tirato su
le mie quattr'ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull'acqua

Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino 
mi sono chinato
a ricevere il sole

Questo è l' Isonzo
e qui meglio 
mi sono riconosciuto 
una docile fibra dell'universo

Il mio supplizio
è quando
non mi credo 
in armonia

Ma quelle occulte
mani
che mi intridono
mi regalano
la rara
felicità

Ho ripassato 
le epoche 
della mia vita

Questi sono
i miei fiumi
questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil' anni
forse
di gente mia
campagnola
e mio padre e mia madre
e questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d'inconsapevolezza
nelle estese pianure
protette d'azzurro
e questa è la Senna
e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
contati nell' Isonzo
e questa è la mia nostalgia
che in ognuno 
mi traspare
ora ch'è notte 
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre
	(Cotici il 16 agosto 1916)







POESIA

Gentile
Ettore Serra
poesia
è il mondo l'umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento

Quando io trovo
in questo mio silenzio
una parola 
scavata è nella mia vita
come un abisso
	(Locvizza il 2 ottobre)

AGONIA

Morire come le allodole assetate
sul miraggio

O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia

Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato

NOTTE DI MAGGIO

Il cielo pone in capo
ai minareti
ghirlande di lumini

MATTINA

M'illumino
d'immenso

SOLDATI

Si sta come 
d'autunno
sugli alberi 
le foglie


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© 1998 Freeway
Writers: Italian
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